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Posto indecente. Spiaggia con acceso per disabili creato in parte con persiane rotte. La "passerella" non arriva sulla battigia perché nessuno spiana il dislivello di mezzo metro creato dalle onde col passare del tempo. Chi è costretto sulla sedia a rotelle deve necessariamente passare dalla spiaggia libera non dotata di passaggio per disabili.
La struttura si riserva il diritto di chiudere gli ombrelloni quando il vento diventa un po' forte. Disabili e donne con neonati sono costretti a cuocere sotto il sole perché il proprietario ha affermato che causa vento si erano già rotti due ombrelloni (decennali). All'interno del bagno vengono cibo già pronto. La maleducazione è una costante comune di ogni membro dello staff, soprattutto del barista.
Dopo aver letto la cortese risposta, tengo a precisare che è compito del gestore esporre divieti e ordinanze varie, nonché informare i clienti prima che si stipulino accordi. Tali documenti devono essere esposti/visibili per legge. All'interno dello stabilimento non sono esposte tali ordinenze di fatto sconosciute anche alla capitaneria di Reggio Calabria da me contattata in mattinata. È però espresso palesemente il divieto di introdurre cibo e bevande quando lido non può impedire ai bagnanti di portare con sé sotto l’ombrellone cibo, acqua e bibite, neppure quando è dotato di chiosco bar e di ristorante, fermo restando il divieto di sporcare la spiaggia e di gettare rifiuti al di fuori degli appositi contenitori. E quindi illegittima la prassi, adottata da alcuni gestori, di “sequestrare” le borse frigo all’ingresso. La stessa capitaneria mi ha informato che le persiane non possono sostituire una passerella, che i servizi igienici devono essere liberi ed accessibili a tutti, che il bagnino DEVE stazionare in spiaggia dalla mattina alle ore 8 alla sera alle ore 20.